Storia
La
Scuola di Teatro è nata su richiesta
di alcuni bambini che, dopo un corso
di teatro della durata di pochi giorni,
innamorati del teatro, hanno acceso
il mio cuore. Da quel momento ha avuto
inizio l'avventura.
La sede è stata,
fin dall'inizio, lo "Spazio Pan", sito in Viale Cassarate
4 a Lugano.
Così otto
bambini iniziarono un corso annuale nell'ottobre 1995. Nel 1996
al corso per bambini fu affiancato un secondo corso per adulti.
Il numero di
allievi è andato crescendo nel corso degli anni fino a
raggiungere i 60 iscritti divisi in 5 gruppi.
Alla conclusione
di ogni anno, i gruppi hanno presentato dei lavori teatrali.
La Scuola di
Teatro ha partecipato alle edizioni 2007 e 2008 del Lugano Bloomsday,
proponendo letture e drammatizzazione di testi
dall’Ulisse
di James Jojce con: Fabrizio Rovelli, Francesca Del Grosso, Jessica
Ghidoni, Elisa Di Nuzzo e Giuseppe Valenti.
Nel
2007 Giuseppe Valenti,
con alcuni allievi ed ex-allievi della
Scuola, fonda la Compagnia
Teatrale Piccolo Globo. Il primo lavoro
dovrebbe andare in scena verso la fine
del 2008, per la regia di Giuseppe
Valenti e con Alain Bühler, Jessica
Ghidoni, Alida Minelli, Elisa Romeo,
Fabrizio Rovelli e Pascale Stefanini.
Oltre a questi ultimi, fanno parte
della compagnia anche Ajten Dshabarowa,
Francesca Del Grosso, Sabina Delkic,
Bianca Bottinelli, Roberta Del Sorbo,
Valentina Silvagni, Monica Muraca,
Elisa Volonterio, Cassia Casagrande,
Camilla Parini, Stefania Tenore, Giancarlo
Bello.

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Obiettivi

La Scuola di Teatro
è una struttura formativa. Essa si propone di accompagnare
gli allievi in un viaggio nel mondo del teatro. Attraverso il
teatro potranno scoprire, capire ed esercitare quelle qualità
che giacciono nei profondi forzieri del nostro io. Come perle
preziose, esse verranno portate alla luce e si manifesteranno
agli astanti.

Insieme scopriranno
l'identità teatrale, la collaborazione, il lavoro di gruppo
e l'unità, perno essenziale al raggiungimento d'ogni meta.

Ognuno ha i suoi tempi
e le strade che portano a questa scoperta sono diverse. Chi vorrà
potrà prendere questa scuola come un trampolino di lancio
per una futura accademia di teatro o per un futuro lavoro nel
campo del teatro; oppure come un'esperienza, un arricchimento,
un laboratorio, un'oasi di benessere. Il benessere è una
delle mete della scuola oltre all'apprendimento delle arti teatrali.

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Filosofia
La Scuola di Teatro opera rispettando alcuni principi quali:

L'unità della
scuola e dei gruppi è alla base, infatti non ci sono vere
divisioni fra i gruppi. Queste sussistono per permettere un maggiore
apprendimento.

L'atmosfera ed ogni
attività sono indirizzate ad un rapporto familiare.

La scuola non fa propaganda
per le iscrizioni ma si avvale dell'informazione e della comunicazione.

I costi sono mantenuti
bassi per permettere più ampio accesso.

Ognuno può
iscriversi. E' necessario un incontro con Giuseppe Valenti che
ascolta le motivazioni e i desideri di chi vuole frequentare il
corso.

L'età minima
richiesta è di 9 anni.

Non esistono prime
classi e ultime classi. Ci sono allievi che iniziano ora a frequentare
e quelli che frequentano da molto tempo. Ognuno calcola e decide
i suoi tempi.

Le età degli
allievi determinano le classi, ma questo non è sempre una
regola.

Il benessere individuale
è molto importante.
"Se siete tirati come corde
di violino farete solo note alte" (K. Stanislawskji)

Il responsabile unico
è Giuseppe Valenti.

Gli allievi
sono tenuti a rispettare gli impegni e il
Regolamento.

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Materie

Anche per l'insegnamento
delle materie, la base è l'unità. Infatti l'individuo
ha necessità di apprendere ed esercitare ogni campo: il
corpo, la mente, la psiche.

Quindi si insegnano:
recitazione, ortofonia e dizione, mimica e gestualità,
applicazione del metodo Stanislawskjy e di altre metodologie moderne,
movimento e spazio scenico, improvvisazione, psicotecnica, cenni
sulla storia del teatro con presentazione di scene e autori teatrali.

I primi tre mesi sono
incentrati tutti sugli esercizi, nei rimanenti il tempo viene
diviso fra gli esercizi e la preparazione del lavoro finale.

Il lavoro finale è parte importante dell'insegnamento
poiché si possono mettere in pratica le nozioni apprese
e, attraverso un riscontro diretto, osservare così i propri
progressi.

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Metodo

Lo studio e l'esperienza
sono il substrato dell'insegnamento applicato nella scuola.

L'allievo è
in primo luogo un essere umano che inizia un percorso. Nella sua
unità, l'allievo viene condotto a fare esperienze, a cercare
dentro di sé quelle qualità e quelle caratteristiche
che lo porteranno a rivestire un ruolo sul palco.

Non c'è forzatura
nell'insegnamento bensì incoraggiamento poiché ognuno
ha i suoi tempi.

Il metodo è
quello di sondare il proprio campo alla ricerca di quei talenti
che ci servono per crescere nell'arte. L'allievo inizia, attraverso
esercizi e giochi teatrali, a scoprire le sue possibilità
e, in seguito, ad applicarle insieme agli altri nella creazione
di un lavoro. Gli strumenti quali il corpo, la voce e la conoscenza
della scena, lo studio del personaggio ed altro faranno crescere
questi talenti.

I passi di crescita
sono infiniti:
- L'essere presente sulla scena
- Saper vivere e destreggiarsi sulla scena
- Sentirsi partecipe dell'unità del gruppo
- Entrare nello spirito del lavoro e del personaggio
- Sentire che il lavoro ha come meta l'eccellenza
- Intuire la vita che corre nella rappresentazione
- Destreggiarsi con gli strumenti
- Diventare un buon professionista
- Intuire che la meta è l'arte con la "A" maiuscola
- Sentire recitando che le emozioni, i sentimenti, il proprio corpo, gli altri, gli spettatori ed ogni cosa viene raggiunta ed influenzata dalla recitazione
- A questo punto inizia un nuovo percorso: quello dell'arte con la "A" maiuscola o quel tipo di arte che viene influenzata dallo spirito

Creatività,
immaginazione, comunicazione, emozione, simbolismo, espressione,
esperienza, gioco, rito, storia, cultura, linguaggio sono alcune
forme della crescita.

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Logo

Il logo della Scuola
di Teatro rappresenta una scena del teatro elisabettiano in quell'edificio
chiamato "Globe".

Il simbolismo
rappresentato in questo logo vuole essere un sunto delle idee
della scuola.

Forma circolare,
aperta verso il cielo, a vari livelli sia per quanto riguarda
la scena e quindi gli attori, sia per quanto riguarda gli spettatori,
quindi la comprensione.

La mancanza
di vere scenografie ha lo scopo di centrare tutto sull'attore.
Il nome "Globe" perché vuole abbracciare tutto
il mondo.

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