
Testo e regia di Ferruccio Cainero

(LOCANDINA)
(con Giuseppe Valenti)
(FOTO DI SCENA)
Sancio Pancia sogna di trovarsi con il suo letto in un teatro e di parlare con il pubblico. Che strano sogno per un povero contadino che a teatro non c'è mai stato! Don Chisciotte direbbe che è un incantesimo del mago suo nemico... Ma il cavaliere errante è morto e Sancio, lui è un uomo concreto, non ama le avventure e le utopie. Eppure il sogno non più sognato ad occhi aperti, il sogno rinnegato e sconfitto, morto e sepolto insieme al suo tragicomico cavaliere dalla triste figura, ritorna la notte a turbare il sonno di Sancio; perché senza sogni non vive nessuno, nemmeno un povero contadino della Mancia.
Ma è Sancio che sogna il pubblico o è il pubblico che sogna Sancio? O siamo noi che sognamo che sia ancora e sempre possibile creare un mondo meraviglioso con solo un attore, un letto, poca luce, niente.......
RASSEGNA STAMPA
Il testo di Cainero è sincero ed efficace nella sua ricerca testuale nel restituirci, attraverso la parola recitata e l'incalzare alterno del ritmo, un racconto che rievochi la personalità di Don Chisciotte attraverso i deliri di Sancio-Valenti. In un lasso di tempo di circa un'ora, valenti suda, canta, si diverte mettendo a frutto un grande talento da one-man-show per passare in rassegna i capitoli descrittivi più pregnanti dell'altrui ingombrante figura attraverso un uso sapiente della personalità.
(Giorgio Thoeni - Azione 1996)
|