
Testo di Giuseppe Valenti

(LOCANDINA)
(con Giuseppe Valenti)
(FOTO DI SCENA)
LA STORIA
Phileas Fogg, gentiluomo
inglese, scommette con i soci del Reform Club che riuscirà a compiere il giro del mondo in 79 giorni.
Parte seguito dal suo maggiordomo e amico, Passpartout, senza sapere
che sulle sue tracce si è messo un caparbio poliziotto, Fichs,
convinto che Fogg sia l’autore del furto di 55'000 sterline
alla Banca d’Inghilterra. Il percorso si snoda in Francia,
Italia, India, Hong Kong, Yokohama,
New York dove si imbattono in avventure e incontrano personaggi…
LO SPETTACOLO
Nel romanzo di Jules
Verne, Fogg scommette di fare il giro
del mondo in 80 giorni; nella realtà l’attore interpreta
da solo tutti i 25 personaggi del frenetico viaggio e vi riesce
con maestria, sense of humor e grande talento. Il viaggio è un
elemento fondamentale per la conoscenza dell’uomo: al di là delle
usanze e delle congetture, siamo in continuazione davanti al nostro
specchio: ci guardiamo attraverso gli altri. Non ci sono vere distanze,
lingue incomprensibili, idee religiose e personali che ci allontanano.
La varietà umana, per quanto diversificata, ci dà l’opportunità,
se lo vogliamo, di sentirci a casa in ogni luogo, d’incontrare
noi stessi in ognuno. Nel romanzo s’affacciano temi principali
quali la corsa contro il tempo per ricevere la scommessa, la determinazione
e la costanza di chi segue la propria idea. Non sono questi i temi
a cui vogliamo dare risalto. Andiamo oltre e presentiamo la diversità che
ci unisce, la perplessità affascinante di certi punti di
vista, la sonorità di musiche e parole a noi lontane. Il
tempo che a volte ci è tiranno e a volte complice. È una
carrellata di luoghi, personaggi, idee, riflessioni, senza dimenticare
il divertimento, la sorpresa, il gioco. È il caso di dire:
il mondo si presenta unito nella sua diversità
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